Collezione di racconti vari


Il gallo
Anonimo

Ecco il re del pollaio nel suo regno. Passeggia impettito, ergendo fieramente il capo adorno della rossa cresta e dei vermigli bargigli. Alza lentamente le zampe munite di speroni; porta attorno con dignità la bella coda ricurva e variopinta. Di tanto in tanto lancia un fiero Chicchirichì! pronto a difendere a colpi di becco e di sperone la sua famiglia pennuta.

La gallina
Bonaventura Tecchi

La gallina calò in terra la zampetta sospesa, la distese nelle tre punte artigliate: si mosse lentamente, un piede dietro l'altro, la testa alta...

La chioccia
Francesco Pinto

Aveva ragione il medico! Dopo una settimana di permanenza in campagna presso lo zio, Giuliana s'è rimessa: le guance: le guance sono colorite, e le gonfia il cuore una gioia di vivere tale che canterella sola e scorrazza per il frutteto. E che appetito! Gusta come una torta anche una fetta di pane. Sotto la guida dei cuginetti, è divenuta, inoltre, una brava massaia. È un piacere per lei dare il becchime ai polli. Appena la fanciulla compare nel cortile col grembiule ricolmo, da tutte le parti accorrono galli, galline, anatroccoli, pulcini. A manate ella cosparge di becchime il terreno, e poi rimane a guardare. Che miracolo la capacità di tutti, persino dei pulcini nati ieri, nel beccare, con precisi colpi, granelli anche piccolissimi! Ieri Giuliana assistette a una scena che la divertì molto. Il grosso cane Barone, mogio mogio, si avvicinava ai pulcini che tutti insieme razzolavano, pigolando, presso il gelso. La vigile chioccia, a vedere quell'intruso tra i suoi piccoli, levò fieramente il capo, e risoluta gli corse incontro, battendo le ali. Rabbuffava le penne, strillando aggressiva. Il cane si soffermò, bonario, come per significare che non era mosso da cattive intenzioni. La chioccia, minacciosa, gli si fermò a sua volta di fronte, a un passo di distanza, pronta all'attacco per proteggere la sua covata. Il cane rimase un po' in forse; poi, come per farla finita, ritornò sui suoi passi, mogio mogio, come era venuto.Scongiurato il pericolo, la chioccia si riassestò in un baleno, e riprese tranquillamente a beccare tra i pulcini.

La gallina
Jules Renard

A zampe unite, salta dal pollaio, appena le si apre la porta. È una gallina qualunque, di abiti modesti, e non fa, no, uova d'oro. Ubriaca di luce; muove qualche passo incerto nel cortile. Vede, per primo, il mucchietto di cenere dove ha il vezzo di ruzzare ogni mattina. Vi si arrotola, vi si affonda e, sbattendo forte le ali, gonfia le piume, si scuote di dosso le pulci della notte. Va a bere nella scodella sbrecciata riempita dall'ultimo acquazzone. Non beve che acqua. Beve a sorsetti, a collo teso, equilibrata sull'orlo del piatto. Poi, è il momento della cerca del cibo, qua e là. Tutto è suo: le erbette sottili, gli insetti, tutti i semi dispersi. Becca, becca, infaticabilmente. Solo, si arresta tratto tratto. Ben ritta, sotto il caschetto frigio, vivo l'occhio, il gozzo in fuori; ascolta con un orecchio e con l'altro. No, non c'è nulla di nuovo: e si rimette alla cerca. Solleva alte le zampe rigide, come chi ha la gotta, divarica le dita e le posa, cauta, senza rumore.Si direbbe che cammina scalza.

Mamma Chioccia
Eugenia Graziani Camillucci

S'incontrano sull'aia la chioccia e la tacchina, e si fermano a fare una chiacchieratina.Buon dì, signora chioccia: stan bene i suoi pulcini? Sì, grazie, stanno bene, ma sono birichini. Davvero? Non parrebbe: son tanto graziosini! Eh, sì, ma se sapeste come son litighini! Non stanno in pace mai quei dieci fratellini! I più grandi rincorrono, spaventano i piccini! Son dieci birbantelli, son dieci malandrini. Però mi lasci dire, cara tacchina mia: sono i più bei pulcini di questa fattoria!

La gallinella bianca
Rosmarj

In un pollaio viveva una gallinella bianca..molto carina, ma anche molto vanitosa e superba. Guardava tutte le compagne dall'alto in basso, le disprezzava tutte: eppure era tanto ignorante da non saper fare nemmeno un uovo! Un giorno la massaia le si avvicinò. « Ecco », pensò la gallinella « ora mi porta in una reggia, perchè sono tanto bella! '» Addio, maramaglia! - gridò, rivolta agli altri abitanti del pollaio. Ma non aveva ancora finito di parlare che la massaia, senza tanti complimenti, le tirò il collo.

Lo sciacallo e il gallo
Maria Kosova

Uno sciacallo era penetrato nel cortile di una fattoria e aveva rubato un bel gallo, grasso e appetitoso. Lo trascinò fuori dal villaggio e si accingeva a divorarselo, quando il gallo gli disse: Ma tu non reciti una preghiera prima dei pasti, così come fa l'uomo bianco? Lo sciacallo si fermò di botto e chiese: E come fa l'uomo bianco quando recita la sua preghiera? L'uomo bianco - rispose il gallo - congiunge le mani e chiude gli occhi mentre prega. Lo sciacallo allora congiunse le zampe anteriori. Ma devi anche chiudere gli occhi - aggiunse il gallo.  Lo sciacallo chiuse gli occhi e in quell'istante il gallo si liberò con uno scrollone e volò via.  Prima che lo sciacallo si raccapezzasse, il suo pasto era scomparso. Tutto avvilito lo sciacallo se ne andò via brontolando: Lasciamola all'uomo bianco la preghiera prima dei pasti; quella non è roba da sciacalli.

La gallinella ubriaca
G. Bertelli

Una gallina curiosa e ingorda fece un breve volo e si posò sul tavolo, sotto la pergola. Meo, il contadino, aveva lasciato lì mezzo bicchiere di vino: la gallina, piano piano, ci ficcò il becco. Buono, proprio buono! - e continuò a bere. Dopo un po' incominciò a vedere due bicchieri, due tavoli, due pollai. Cercò di camminare, ma non si reggeva in piedi. Fece: - Coccoè... coccoè... - e cadde sul tavolo. Insomma si era ubriacata. Quando si rialzò, aveva perduto completamente la bussola e credeva d'essere un gallo.  Cominciò a canticchiare: -Chichichì... chichichì... A quello strano suono accorsero tutte le altre galline. Venne anche il gallo, che s'infuriò e punì duramente la povera gallina a colpi di becco. La sventurata, facendo un passo indietro e due in avanti, e dicendo tre volte «coccoè»  e una volta «chichichì», si ritirò nel pollaio. Si lasciò cadere nel nido e quel giorno, dopo aver dormito, depose un uovo che sapeva di vino.

Segnalazioni di Giulia Grazi