Alla fine del Cretaceo accadde qualcosa di così devastante che il corso della vita fu profondamente modificato.
Con apparente repentinità, se rapportata al tempo geologico, quasi la metà dei generi viventi scomparve, animali o vegetali che fossero, marini o terrestri, grandi o piccoli.
In quella grande estinzione scomparvero le ammoniti, molti bivalvi, molti animali costruttori di scogliere e quasi tutte le specie di planctonti marini unicellulari così importanti per la catena alimentare. In quell’occasione perì ¼ di tutte le famiglie che popolavano il mare. Scomparvero anche gli pterosauri, la maggior parte dei piccoli marsupiali e tutti i grandi tetrapodi.
Sembra che non siano riuscite a sopravvivere le specie esclusivamente terricole più pesanti di 25 kg. Tra i non sopravvissuti rientrano anche i dinosauri, che non si sarebbero rivisti mai più, in quanto le estinzioni alla fine del Cretaceo calarono il sipario sull’Era dei Rettili.
Quello che accadde 65 milioni d’anni fa è uno dei misteri più interessanti e sconcertanti. Gli Scienziati, nonché tutti coloro che sono dotati di un pizzico d’immaginazione, hanno tentato di risolvere l’enigma, o perlomeno di discuterne. Risolvere questo enigma vuol dire far luce sui meccanismi dell’evoluzione e non è improbabile il ripetersi di un avvenimento uguale, capace di deviare nuovamente la vita sulla Terra.
Perlomeno il 99% di tutte le specie che hanno popolato la Terra è oggi estinto. Il tempo ad esse accordato poteva essere breve o lungo. Singole specie e gruppi di specie, osservò Darwin, durano per periodi di tempo molto disuguali e possiamo per esempio affermare che i dinosauri ebbero un periodo lungo e prospero prima di estinguersi. L’estinzione talora si verifica su scala epidemica e lo stesso Darwin, pur credendo che di norma le estinzioni facessero parte di un processo graduale, riconobbe che in alcuni casi davano l’impressione di verificarsi rapidamente e, in pratica, simultaneamente. I vasti e ripetuti annientamenti oggi li abbiamo battezzati estinzioni in massa, sulle quali gli scienziati hanno discusso per anni. Anche coloro che non credevano in questi avvenimenti concordano ora sul fatto che si sono verificate almeno 5 estinzioni in massa e diverse estinzioni minori.

Fig. I. 9 - Le estinzioni. Diagramma delle varie estinzioni, sia minori sia in
massa,
che si sono succedute a partire dal Cambriano.
La lista prende il via con quella che si verificò verso la fine del Cambriano (o dell’Ordoviciano, per chi ne accetta l’esistenza) quando, circa mezzo miliardo d’anni fa, scomparve più della metà delle specie animali tra cui numerose specie di trilobiti. Un altro 30% della vita animale, tra cui molti pesci primitivi, si estinse 360 milioni di anni orsono.
L’estinzione più catastrofica avvenne 248 milioni d’anni fa, alla fine del Permiano, quando scomparve la metà di tutte le famiglie animali. Venne spazzato via circa il 75% di tutti gli anfibi nonché tutti i trilobiti sopravvissuti. Il tributo fu abbastanza pesante per i rettili, che subirono una perdita dell’80%, permettendo il sopravvento dei dinosauri. I dinosauri sopravvissero alla successiva estinzione in massa quando, 213 milioni d’anni fa, alla fine del Triassico, si estinse la maggior parte degli altri rettili. Giunse quindi quella del Cretaceo, la più recente delle grandi estinzioni.