Lessico


Solino
Caius Iulius Solinus

Scrittore latino del III/IV secolo, Ŕ autore dei Collectanea rerum memorabilium, una raccolta di notizie storiche, naturali e soprattutto geografiche, derivata principalmente dalla Naturalis Historia di Plinio il Vecchio (di cui pu˛ essere considerata un compendio per la parte geografica) e rifusa con notizie tratte da Pomponio Mela, da Svetonio e da altri.

Gaius Julius Solinus, in italiano Solino, Ŕ un autore latino vissuto fra la prima metÓ e la fine del III secolo. Sono ignoti i dati biografici. Di lui Ŕ pervenuta un'opera, i Collectanea rerum memorabilium (raccolte di cose memorabili). Nel medioevo questa stessa opera fu nota anche sotto i titoli di Polyhistor (il curioso, l'erudito) oppure, ma pi¨ raramente, di De mirabilibus mundi (sulle meraviglie del mondo).

L'opera, scritta in un latino molto manieristico, Ŕ meramente compilativa. Lo scrittore attinge infatti a piene mani dalla Naturalis historia di Plinio il Vecchio, dalla Chorographia di Pomponio Mela, dall'opera di Svetonio e, con ogni probabilitÓ, anche da quella di Varrone. Il Mommsen teorizza la possibilitÓ che autori o opere non pervenutici altrimenti (per esempio Cornelio Bocco e il poemetto Roma di Svetonio) siano tra le altre possibili fonti.

Leggendo tali autori Solino avrebbe annotato le cose pi¨ strane e meravigliose inerenti a popoli, usanze, animali e piante illustrandole all'interno di una cornice geografica. Il testo Ŕ dedicato a un certo Adventus, forse uno dei consoli per l'anno 258. Segue una trattazione sulla storia di Roma dalle origini al principato di Augusto. Sono poi di seguito esaminate l'Italia, la Grecia, le regioni intorno al Mar Nero, la Germania, la Gallia, la Britannia, la Spagna. Seguono poi le province dell'Africa. La descrizione continua con l'Arabia, l'Asia Minore, l'India e l'impero dei Parti.

Il testo fu oggetto di notevole rielaborazione, forse dallo stesso Solino, che in effetti, nella seconda epistola dedicatoria, definisce il proprio lavoro polyhistor. Nel medioevo il termine divenne anche sinonimo dell'autore stesso.

Il tema meraviglioso del libro, la sua estensione molto ridotta rispetto alle opere di Plinio il Vecchio, ne decretarono il successo nel medioevo. Ne furono eseguiti anche alcuni rimaneggiamenti in particolare si ricordano quelli in esametri tradizionalmente attribuiti a Teodorico e a Pietro Diacono (ca. 1107-1159).

Tra i commenti pi¨ importanti sono da ricordare le Plinianae exercitationes (1689) di Claude Saumaise mentre l'edizione pi¨ celebre Ŕ considerata la seconda curata da Theodor Mommsen nel 1895 con un'importante introduzione sui manoscritti utilizzati, le fonti di Solino e i suoi successivi compilatori. Tra le pochissime traduzioni si pu˛ ricordare quella italiana di Giovan Vincenzo Belprato (Venezia, 1559).

Gaius Julius Solinus

Gaius Julius Solinus, Latin grammarian and compiler, probably flourished around the middle of the fourth century, though historical scholar Theodor Mommsen dates him to the middle of the third century. He was the author of De mirabilibus mundi (The wonders of the world) which circulated both under the title Collectanea rerum memorabilium (Collection of Curiosities), and Polyhistor; but the latter title was favoured by the author. The work is indeed a description of curiosities in a chorographical framework. Adventus, to whom it is dedicated, is identified with Oclatinius Adventus, consul 258. It contains a short description of the ancient world, with remarks on historical, social, religious and natural history questions. The greater part is taken from Pliny's Natural History and the Geography of Pomponius Mela.

According to Mommsen, Solinus also used a chronicle (possibly by Cornelius Bocchus) and a Chorographia pliniana, an epitome of Pliny's work with additions made about the time of Hadrian. Schanz, however, suggests the Roma and Pratsem of Suetonius.

A greatly revised version of his original text was made, perhaps it is now thought by Solinus himself. This version contains a letter that Solinus wrote as an introduction to the work which gives the work the title Polyhistor (multi-descriptive). Both versions of the work circulated widely and eventually Polyhistor was taken for the author's name. It was popular in the Middle Ages, hexameter abridgments being current under the names of Theodericus and Petrus Diaconus.

The commentary by Saumaise in his Plinianae exercitationes (1689) is indispensable; best edition by Mommsen (1895), with valuable introduction on the manuscripts, the authorities used by Solinus, and subsequent compilers. See also Teuffel, History of Roman Literature (Eng. trans., 1900), 389; and Schanz, Geschichte der r÷mischen Litteratur (1904), iv. I. There is an old English translation by A Golding (1587).