Vol. 2° -  XVII.8.3.

Influenze ambientali

Ognuno di noi ha potuto constatare, specie riguardo a vitalità e produttività, che l’ambiente ha un’enorme influenza e talora sembra prevalere interamente sui geni. Molte caratteristiche considerate importanti sono caratteri quantitativi, quindi particolarmente influenzabili dall’ambiente.

8.3.a. La razione alimentare

Gli animali differiscono geneticamente anche nei confronti dei loro fabbisogni nutritivi. I polli Livorno possono accrescersi con una razione che contiene solamente 30 parti per milione di manganese, mentre Rhode Island e altre razze pesanti richiedono almeno 50 parti p.m. se si vuole evitare la perosi, cioè una condizione in cui l’articolazione del calcagno si ingrossa provocando zoppia. Il termine perosi deriva dal greco përós, sciancato, storpio.

Per uno sviluppo corretto la maggior parte degli animali giovani richiede un rapporto ottimale tra calcio, fosforo e vitamina D. La carenza di uno di questi principi non provoca la comparsa contemporanea di sintomi in tutti gli individui: quelli geneticamente più suscettibili li manifestano assai prima, mentre i più resistenti possono anche non manifestarli. La carenza di vitamina D è in grado di determinare il pollo pinguino.

In presenza del gene W+ il grasso dei visceri è giallo, mentre quello del sottocutaneo rimane bianco, per cui becco e tarsi sono anch’essi bianchi. In alcune Nazioni Europee sono più richiesti i polli a pelle bianca, mentre quasi tutte le razze dell’America Settentrionale posseggono un genotipo w/w con tarsi gialli e, prima di iniziare a deporre uova, anche il becco è giallo intenso. Il mercato statunitense e quello italiano preferiscono soggetti a pelle gialla, ma se la razione è priva di carotenoidi i polli perdono il giallo della pelle e dei tarsi e contemporaneamente depongono uova dal tuorlo molto pallido. Tenuti a questo tipo d’alimentazione, i soggetti diventano indistinguibili, per becco e zampe, dagli individui con genotipo W+; questa situazione determinata dall’ambiente è innocua per la salute, poiché i soggetti non risentono dell’assenza di xantofille. La carenza di riboflavina su base alimentare - che abbiamo appena analizzato - rientra anch’essa tra le influenze ambientali dovute alla razione di mangime.

8.3.b. Stato fisico dell’alimento

La vitalità può dipendere dal contenuto idrico del cibo: Sturkie ha analizzato una strana mutazione dei polli, detta apterilosi per la forte riduzione degli pterili dovuta al gene autosomico Ap. La mortalità raggiunge il 54% nei soggetti di 10 giorni se alimentati con cibo secco, mentre è solo del 22% se ricevono lo stesso cibo umidificato per renderlo più appetibile. La differente vitalità è dovuta al fatto che, in assenza della protezione da piumino, i pulcini richiedono un apporto calorico maggiore per mantenere nella norma sia la temperatura corporea che le funzioni metaboliche. La mortalità aumenta immediatamente quando si riprende l’alimentazione con cibo secco.

8.3.c. Temperatura ambiente

Gli animali risentono dei cambiamenti di temperatura come accade agli uomini e in genere non si pensa che il fatto di riuscire a sopportare temperature molto alte o molto basse dipende da differenze genetiche. Un’osservazione compiuta alla Cornell University durante un caldo torrido durato 6 giorni di seguito, mise in evidenza che l’indice di mortalità dovuto a colpi di calore fu 3 volte più alto nelle razze pesanti rispetto alla Livorno.

Il gozzo pendulo, anomalia del Tacchino Bronzato , in cui il gozzo risulta molto dilatato e ripieno di liquido, è su base genetica e dà i primi segni verso la 8ª-16ª settimana in seguito ad abbondanti ingestioni di acqua nei periodi di calura. L’influenza dell’ambiente è stata dimostrata sperimentalmente dividendo il ceppo suscettibile in due gruppi, uno dei quali, messo in climi più freschi, non manifestò mai l’anomalia.

8.3.d. Luce solare

Per quanto riguarda l’incremento dell’età al primo uovo nelle galline nate a metà o a fine stagione, pare che l’unica causa risieda nella data di nascita che si ripercuote sullo sviluppo somatico, che a sua volta è responsabile della maturità sessuale. Così, la minor durata del giorno nel mese di settembre costituisce un fattore sfavorevole, capace di ritardare la maturità sessuale.

Completamente indipendente dall’età al primo uovo è la durata del giorno sul tasso di ovodeposizione. Infatti, le galline nate da covate tardive o comunque scarse produttrici, possono essere indotte a un’ovulazione maggior se mantenute a luce artificiale in modo da protrarre il fotoperiodo a 13 o 14 ore giornaliere.

8.3.e. Agenti patogeni

La resistenza ai microrganismi dipende da un insieme di fattori: quantità e virulenza dei patogeni, genotipo del soggetto, ambiente in cui egli vive. I pulcini infettati con Salmonella pullorum muoiono se sottoposti a forte raffreddamento nei primi 10 giorni, ma non mostrano serie conseguenze se mantenuti a 36°C o più.

In genere, gli animali che alla nascita sono molto suscettibili geneticamente a una malattia, possono diventare più resistenti col passare del tempo. Se fino al 5° mese si mantengono in isolamento polli geneticamente suscettibili a leucosi e morbo di Marek, e vengono poi esposti al contagio, in genere risultano resistenti. La situazione è completamente invertita con altri agenti patogeni: i giovani sono più resistenti alla coccidiosi degli adulti. Per cui, la precauzione di mantenere a tutti i costi i pulcini al riparo dalle infezioni può risultare non opportuna, anzi, attualmente si suggerisce di esporre gli individui molto giovani a piccole cariche batteriche in modo da stimolare la produzione di anticorpi.

8.3.f. Sistema d’allevamento

Un’artrite dei tacchini, che insorge tra la 12ª e la 24ª settimana di vita, dimostra molto bene le complesse interazioni tra forze genetiche e ambientali. In seguito a quest’artrite gli animali diventano zoppi mono o bilateralmente per ingrossamento dell’articolazione del tarso.

Si sono potute stabilire queste correlazioni:

o l’artrite si verifica maggiormente nei maschi che nelle femmine

o le basi genetiche sono confermate

o la zoppia è influenzata dalla dieta: è meno grave se il fosforo inorganico è mantenuto a livelli ottimali; dosi più elevate di vitamina E riducono l’entità della malattia

o si manifesta con una frequenza 4 volte maggiore se si alleva su grigliato metallico o di legno

o si manifesta con frequenza maggiore in alcune covate rispetto ad altre, e non se ne conosce la ragione.

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